Recensione dal e del Pantiero Festival

L’allegra combricola di outofclub’s è andata in missione per una due giorni al Pantiero Festival di quest’anno nella ridente e ricca Cannes, lo abbiamo vissuto, lo abbiamo sudato e lo abbiamo anche bevuto com’è solito del nostro stile. Sinceramente dei dj’s set non ci importava poi molto, anche perchè sinceramente Erol Alkan ormai crediamo noi viva in Italia, ma è anche questo il bello della nostra scena musicale da club. Si prende un dj, e lo si sfrutta fino a far venire la nausea alla clientela, un pò quello che ora sta accadendo ora per i MSTRKFT, si scrive così?boh e che ci frega a noi anche se non è scritto giusto. In ogni caso, tanto di cappello per carità sia a Mr. Oizo idolo ed icona del moviemento giovanile francese, chiunque fosse presente al Pantiero aveva un suo santino in tasca, e lo stesso vale per la bravura di Mr Alkan, ma francamente ci ha un stancato leggerlo ovunque e comunque, condito in tutte le salse, con il classico contorno di unica data di qui, unica data di la ecc ecc. Ovvio che se la gente si lamente della situazione dei club italiani non ha tutti i torti, non siamo capaci di offrire qualcosa che non segua le mode, no a noi piace subirla, farci bastonare e martoriare mediaticamente da tutto ciò che va ora indipendentemente se serva o ne valga la pena davvero.

In ogni caso passiamo alla descrizione della nostra due giorni:

THE CHAP: A noi sono piaciuti, hanno aperto la rassegna, quindi non godevano di un pubblico immenso, ma comunque di una valida moltitudine di ragazzi che apprezzavano le loro sonorità. Sono stati validi, precisi, unica cosa, consiglio alla tastierista, evitiamo le scritte sui cartelli da mostrare, sono cose già viste, odiose, ripetitive che non servono a nulla, a noi non importa quanto siete avanti, ma semplicemente se sapete suonare e cantare, a parte questo dobbiamo promuoverli.

FUJIYA & MIYAGI: Non sono dei pivellini, e questo lo sapevamo già, ci hanno fatto ballare, abbiamo cantato tutte le loro canzoni, davvero fantastici, perfetti in ogni loro brano, assolutamente coinvolgenti, il pubblico li ha applauditi e riapplauditi per tutta la durata della loro esibizione. Saremo anche di parte, ma questi ragazzi la sanno davvero lunga, speriamo di vederli in Italia quanto prima, speriamo di vederli in Italia magari in 100 persone solamente come spesso accade quando c’è qualcosa che davvero può essere interessante, sappiamo bene come starci alla larga.

ESG: La batterista ci ha entusiasmato, queste ragazze dalle sonorità tribali hanno colpito tutti nel profondo. Brave, coinvolgenti, furbe ad attirare l’attenzione di tutti. Nessuno riusciva a stare fermo, esplosive, formose e brave, siamo sinceri non le abbiamo mai ascoltate tanto prima di vederle al Pantiero, ma sono già entrate a pieno titolo nel nostro pc.

EBONY BONES: Abbiamo l’amaro in bocca, non sappiamo precisamente catalogare bene questa band, dalle coreografie un pò alla Empire of the sun, che a noi proprio non dicono nulla. Una buona voce, ma forse troppa carne al fuoco per nulla, forse sarebbe sempre meglio limitarsi a fare il banale e lo scontato se realmente valorizzi le loro qualità. Non sappiamo quindi darvi un giudizio onesto su di loro, dobbiamo ancora pensarci.

NAÏVE NEW BEATERS: Una delle band più attese di tutto il Pantiero, loro non hanno deluso, veloci e costanti in tutta la loro durata, ci hanno dato la carica giusta per iniziare la seconda giornata. Furbamente messi per primi in line up, avrebbero dato molto di più in chiusura, anzi sicuramente di più dei The late of the pier.

STUCK IN THE SOUND: Eravamo usciti per problemi tecnici, siamo spiacenti di non potervi dire nulla su di loro.

KAP BAMBINO: Ecco qui è davvero dura, nel senso. Il pubblico era in visibilio durante la loro esibizione, a noi sembrano la brutta copia dei Crystal Castles. Sei lei sa cantare, io sono tranquillamente babbo natale, cosa uno ci possa trovare in urla, e parole sintate beh io questo non lo so davvero. Ecco più che band che duo, lo definiamo una moda, e se allora tutti siamo consci di definirla così, possiamo tranquillamente metterli ovuqnue, ma almeno abbiamo capito il senso, almeno il loro. Comunque le basi pompavano, cavate lei, bevete due birre in più e vedrete che diventano ballabili.

LATE OF THE PIER: Aahahahhahahaha Ragazzi fatevi crescere prima la barba, e poi ne riparleremo. Saranno anche i figli adottivi di Alkan, ma ne aveva proprio bisogno?

I dj’s proposti da MTV PULSE, durante i cambi di palco, sono stati qualcosa di semplicemente imbarazzante e ridicolo, meglio un cd, meglio uno speaker che elencasse i titoli in borsa di quello da loro proposto, stavano al mixer come noi alle bevande analcoliche, davvero penosi.

Per il resto la location è davvero bella, l’organizzazione era ottima, nessuna coda, nessuna rissa, nessun problema, veloci al bar e ai punti di informazione, insomma nulla da ridire. Siamo però rimasti delusi quando per tutte e due le sere, carichi come dei missili ci siamo recati all’after show, trovando a mala pena 200 persone a cena. Approviamo il set di Bombo, davvero molto eclettico, il ragazzo ci vede dentro e segue la pista, cosa più unica e rara al mondo d’oggi.

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