Ora

Sei scappata lontano quella notte, sapendo che io ti avrei mai seguito. Ma quello che hai voluto lo hai sempre tenuto sotto controllo. Una immediatezza spaventosa, per sgretolare la tua nuova alchimia, inutili scopate per dissetare il tuo ego. A convincersi ci si mette sempre davvero poco. spinta e sospinta in una spirale di futilità, con totale assenza di naturalezza sicura nell’incertezza. Crudeltà ed inettitudine di un sentimento comodo da coltivare, facile facciata di qualcosa che solo lontanamente poteva richiamare il concetto di amore. Quante volte sai avrei voluto accarezzarti, quante volte poi lo sai avresti voluto amarmi. Quanto tempo hai ancora per illudere il tuo cuore, quanto tempo hai ancora per allontanarti dall’amore?. Il solito groviglio, ma l’importante è luccicare, il solito cocktail ma l’importante è che ti guardino ordinare. Appena prima che arrivi l’inverno, appena prima che scendano altre lacrime. Una certezza, l’insofferenza e la mancata passione. Le labbra sono servite, eppure subito le avete dimenticate. Domani vedrai se uscire dalla stanza, domani vedrai quanto veloce arriva la notte. Punto a capo, per una pagina che tanto non si chiude mai, c’è distanza ma sai già che lo puoi fare. Non c’è l’esatta posizione di dove ci siamo lasciati. Se ti giri la mano è più vicina, se ti giri magari poi domani faremo mattina. Ora smettila dai, che sei bella quando sorridi.

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