Non sempre

Non sempre è utile e non sempre serve aspettare che un fiore sbocci, rispettare un semaforo, non saltare la coda, stare al gioco, non distruggere quel vetro. Ti ci senti
soffocare in quella stanza, rifletti sulle tue scelte, ma lo sai in cuor tuo che non hai mai scelto nulla nella tua vita. Non sempre serve aspettare quell’ultimo sms,
solo per far riposare la tua testa dall’inutile gelosia, quando la tua anima è laggiù e si sente soffocare. Abbi il coraggio di guardare tutti in faccia non sei stanca di
vedere le tue scarpe?. Ti si illumineranno gl’occhi quando ormai sarà tardi, quando quello che hai chiesto rimarrà semplicemente uno strascico, com quando ordini al bancone,
ma ci mette troppo ad arrivare, ti passa la sente, sarebbe l’ultimo ma ti viene già da vomitare. E non per la cena abbondante, e non perchè l’amore è distante, o forse perchè
stasera hai bevuto davvero troppo, neppure per quell’intoppo l’altra notte in una storia disegnata ad acqua, lo sai perchè ti viene da vomitare, quel ricordo non lo sai
ignonare. Rifletti sguardi, ma non credere che il tuo viso brilli, che una tua scelta scintilli, quando passi il giorno volendolo cambiare, sei caduta in una strada ed hai fatto
cadere chi ti poteva aiutare. E quando la notte scende, ed i ricordi bussano quassù, il telefono non suona e nel buio ci sei solamente tu. Quante volte hai detto vado, ma alla fine
sei sempre tornata, quante volte hai detto esco, ma da li non ti sei mai spostata, continui a dormire se a vestirti sono gl’altri, la vita non è luce, non è un party.
Se hai fortuna questo inverno non farà troppo freddo, se hai fortuna questo inverno non apparirà nessun nome sullo specchio, se hai fortuna questo inverno avrai preso
l’ennesimo paio di scarpe giuste, ed allora applausi, ma il silenzio è più assordante, non sono gl’altri sei tu che da te stessa sei distante. Hai perso sguardi, sorrisi, emozioni
colori e suoni, ma questo è ciò che sei, anche ora che hai dei padroni. L’abito è perfetto, la vergona è ben celata, nemmeno stasera ti salva la chiaccherata. Con gl’amici di un tempo,
ma il tempo lo hai cancellato, lo spazio è poco e a te non ti è mai bastato. Se punti il dito, qualcuno prima o poi si alza, ti prende la mano ed inizia la danza. Il potrebbe non
diventa posso se sbatti i piedi per terra, tu hai iniziato questa guerra. Abbaglio e poi non credere che ci sia rimasto molto.

Non sempre è utile e non sempre serve aspettare che un fiore sbocci, rispettare un semaforo, non saltare la coda, stare al gioco, non distruggere quel vetro. Ti ci senti soffocare in quella stanza, rifletti sulle tue scelte, ma lo sai in cuor tuo che non hai mai scelto nulla nella tua vita. Non sempre serve aspettare quell’ultimo sms, solo per far riposare la tua testa dall’inutile gelosia, quando la tua anima è laggiù e si sente soffocare. Abbi il coraggio di guardare tutti in faccia non sei stanca di vedere le tue scarpe?. Ti si illumineranno gl’occhi quando ormai sarà tardi, quando quello che hai chiesto rimarrà semplicemente uno strascico, com quando ordini al bancone, ma ci mette troppo ad arrivare, ti passa la sente, sarebbe l’ultimo ma ti viene già da vomitare. E non per la cena abbondante, e non perchè l’amore è distante, o forse perchè stasera hai bevuto davvero troppo, neppure per quell’intoppo l’altra notte in una storia disegnata ad acqua, lo sai perchè ti viene da vomitare, quel ricordo non lo sai ignonare. Rifletti sguardi, ma non credere che il tuo viso brilli, che una tua scelta scintilli, quando passi il giorno volendolo cambiare, sei caduta in una strada ed hai fatto cadere chi ti poteva aiutare. E quando la notte scende, ed i ricordi bussano quassù, il telefono non suona e nel buio ci sei solamente tu. Quante volte hai detto vado, ma alla fine sei sempre tornata, quante volte hai detto esco, ma da li non ti sei mai spostata, continui a dormire se a vestirti sono gl’altri, la vita non è luce, non è un party. Se hai fortuna questo inverno non farà troppo freddo, se hai fortuna questo inverno non apparirà nessun nome sullo specchio, se hai fortuna questo inverno avrai preso l’ennesimo paio di scarpe giuste, ed allora applausi, ma il silenzio è più assordante, non sono gl’altri sei tu che da te stessa sei distante. Hai perso sguardi, sorrisi, emozioni colori e suoni, ma questo è ciò che sei, anche ora che hai dei padroni. L’abito è perfetto, la vergona è ben celata, nemmeno stasera ti salva la chiaccherata. Con gl’amici di un tempo, ma il tempo lo hai cancellato, lo spazio è poco e a te non ti è mai bastato. Se punti il dito, qualcuno prima o poi si alza, ti prende la mano ed inizia la danza. Il potrebbe non diventa posso se sbatti i piedi per terra, tu hai iniziato questa guerra. Abbaglio e poi non credere che ci sia rimasto molto.

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