E’ il momento di vestirti la vita..arriva l’inverno

C’è la necessità, ma forse non è sempre tale. La stanchezza che ti fa portare le mani sui capelli, e provi a riflettere in quei pochi istanti dove scendono fino alle punte, appena prima del respiro. Ancora non sei vestita o semplicemente accade da troppo tempo. Non c’è franchezza, ma magari lo hai capito e forse non ne vale la pena non se il finale è quello che hai già letto. Lo sai, non sei un cumulo di parole sparse dentro un libro, e per quanto tu ti ostini a scrivere e metterti a nudo, a poco serve la penna e il foglio se lo usi solamente per coprire gli spazi vuoti. C’è che tra poco dalla bocca si vedrà il fiato, quando il freddo inizia non risparmia nessuno. I pensieri si congelano, e se cerchi qualcosa dentro di te, non puoi ribellarti. Nemmeno quando ti passi la crema, e distratta ascolti quel cd, e hai computer acceso e anche la tv, lo sai che non si colma nulla così. Però non ti arrendi e questo ti da forza, quando vai in bagno, ti fissi allo specchio, l’acqua scorre veloce su quelle mani prive di anelli, ne hai così tanti e forse ognuno di loro era un sogno, ma si sceglie no? Quanti sogni terrai tra le tue dita e per quanto tempo ancora?. Basta il telefono che squilla, bastano due parole, di una persona che conosci, l’appuntamento, il kaos è li fuori che ti aspetta. Sei tu e lo specchio, sei tu con i tuoi jeans, ti vanno ancora perfettamente, li indossi, ti sembra giusto che le tue amiche lo sappiano, che ora stai bene, che il passato è tale, che il futuro fa ancora più schifo ma il tuo fisico non ne risente. E li porti i segni, e li copri, e se ci passi lo sai che ti conducono laggiù, ma c’è sempre tempo per pensarci no?. Ti infili la cintura tra i passanti, con attenzione, che non faccia difetto, che sia quella giusta, per le scarpe si intende. Giri a vuoto dentro la stanza, canti, pensi, parli, ti accarezzi e ti condanni, tanto a slacciartela o sei tu o l’amore della tua vita no?, sotto c’è la tua pelle, ma non le dai importanza, la sai governare. Stasera ci vuole la camicia, c’è tutto fuori, la camicia è di rigore, perfettamente stirata da tua madre, che è felice di vederti rinata, ma lo sai che tanto lei aveva capito tutto ancora prima, ancora prima di quando vuoi darle un bacio per uscire, te ne sei accorta anche tu, figurati lei no?. La camicia è perfetta, copre giusto i tuoi seni morbidi, l’intimo si intravede come la tua pelle, sei un dipinto, sei perfetta, ma lo sarai anche quando precipiti?. Non ci sono pieghe se non quelle della tua vita, aspetta no? Ora c’è la canzone che preferisci quella libera tutta, che spazza via ogni cosa, come il getto d’acqua gelata prima del trucco, ti da spazio, ti ha immerso nella tua realtà, ma lo sai quante dimensioni ci sono?. Non ci sono nomi, e le mani tranquille atto dopo atto coprono delicatamente il tuo viso, il rossetto si poggia delicatamente sulle tue labbra, magari lucido, magari stasera poco, voi sembrare, ma alla fine essere lo sai davvero cosa significa?. La terra, quella che tanto ti manca sotto i piedi sicuramente c’è sulle tue gote stasera, non hai fatto in tempo per la lampada, ti vedi sbattuta stanca, ed allora ci vuole. La vita è piena di facce, di numeri, di attese, di sospiri, di vento freddo, di camere che si restringono, di cicatrici, di amore, di sguardi, di aeroplani veloci che passano sopra di noi, e mano a mano che copri il tuo viso, immagini, paesi lontani, profumi, magari piccole invenzioni. Questo è il momento migliore della notte, quando dai tutta te stessa per non disilluderti, per ancora camminare a testa alta, perché credi in molte cose che ti hanno portato in un buio profondo. E non è colpa del tuo passato, del tuo ex, dei tuoi genitori, dell’infanzia difficile, della facoltà sbagliata, dell’amica che scopa il ragazzo che ti piace, del motorino avuto tardi, di quel sogno infranto, di quella foto che è caduta, del profilo che ignori, del contatto che hai cancellato, di quel numero che non attraversi mai nella tua rubrica, di quello sguardo rubato in silenzio dicendo più di quanto credi, la colpa è solamente tua, non delle tue amiche, di quelle che ci sono, di quelle che sono andate via, di quelle che prima ed invece ora. Mancano solo i capelli ora, un breve soffio di lacca, la frangia c’è, e anche tu ovviamente la disegni perfettamente su di te. I capelli scendono sulle spalle, ti senti coperta. I tuoi piedi sono rimasti al freddo, di quel pavimento , almeno fino alle scarpe sono la, pulite, brillano, luccicano, è il momento di salire no?

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