Non noto differenza

Non ho mai trovato differenza tra il barista del vecchio pub all’angolo, vicino a quell’immenso grattacielo sulla 19esima e mio padre, entrambi mi hanno sempre detto si, come ha fatto lui pochi istanti fa, servendomi l’ennesimo bicchiere con poco ghiaccio. C’è forse qualcosa che valga la pena scaldare, e come uno stupido spero che questo intruglio si mescoli con le mie vene ed arrivi diretto al mio cuore, come una vampata d’estate, quando si è al riparo di qualche pino. Non ho mai notato troppa differenza tra la mia ex ragazza e la mia automobile, all’inizio spingevano la mia vita oltre i 180 km all’ora, poi lentamente entrambe si sono fermate, fino a quando un giorno di pioggia, mi hanno lasciato solo in mezzo ad una strada, quando il bavero non bastava, mi sono trovato con la chiave e l’anello. Forse sinceramente sono rimasto più attaccato alla macchina che non alla mia ex ragazza, e mi prenderò pure del maschilista ma in un pub dopo le due di notte, puoi parlare o di motori o di donne, e io scelgo sempre la prima, quasi come se le seconde non fossero di mio gradimento, ma quanto apprezzo Irin, laggiù, che fa l’ennesimo spogliarello, davanti ad oltre 900 chili di uomini bavosi con le cinture slacciate, io le sorrido lei se ne accorge, sa che tutti i martedì io da qui ci passo. Alla fine mi trovo bene, ci sono poche luci rosse, l’insegna fuori che va ad intermittenza, c’è sempre vento da queste parti, trovo parcheggio facilmente, e poi mi lasciano perfino fumare dentro. Non ho mai notato molta differenza tra mia madre e la vita, entrambe mi hanno sempre detto di no improvvisamente e con una brutalità assurda. Questo indubbiamente sarà servito a qualcosa, o almeno era l’intento della vecchia, riuscire ad inculcarmi uno stile di vita, decoroso, accettabile, con il colletto della camicia inamidato. Solo che di tutto questo rimane forse il colletto di alcune camice ferme nell’armadio che non uso più da anni. Quando la mia macchina mi lasciò, decisi di andarmene di cambiare, di scegliere una versione differente del finale che mi avevano scritto, rifiutai il copione, lo lessi per essere sicuri che non mi piaceva nulla e lo cestinai insieme a ricordi, ad odori, a profumi a lettere ed adesivi. Ne scrissi uno senza fine, al quale ci lavoro anche oggi, per l’ennesima serata che riporto il mio culo a casa, lanciando le scarpe vicino al divano, facendo scorrere l’acqua del lavandino per più di cinque minuti, per rimanere immobile davanti ad uno specchio che se potesse parlare mi avrebbe già mandato a quel paese più di una volta. Se scorro le mie mani sul mio viso, e ripenso all’ennesima giornata, mi verrebbe voglia di non oltrepassare la mia fronte, questo per permettere loro di coprirmi e far si che non mi veda. Lascio sigarette accese, il mio telefono squilla a vuoto ormai, mi piace guardare semplicemente che si illumina ma non ho voglia di sentire le inutili frasi alternate. Per me il cielo è comunque azzurro, l’acqua disseta, la mia sigaretta si spegne comunque lentamente anche se non è tra le mie labbra, ci sono delle cose ferme, delle quale mi sono convinto.

Non che piovano soldi dalle mie tasche, ma se cerco fortunatamente ogni giorno li trovo, non so sinceramente come faccio ma è così. Non noto differenza tra le impiegate dei palazzi ed alcuni miei amici. Cambiano vestiti come loro cambiano affermazioni. E allora perchè dovrei scandalizzarmi se quando parcheggio il ferro vecchio davanti l’edicola, vedo quella manager che si fa salutare da uno studente universitario. Se a lui almeno gli tira, lei è felice, può dimostrare ad un piano intero che ancora lei, qualcosa lo fa alzare. E non importa se il figlio viene ucciso in qualche collegio, se suo marito la barba non se la taglia da mesi, questo è il mondo ed è giusto che continui a girare, e chi sarei io per poter fermare tutto questo?, e quale motivo avrei di continuare a lottare contro un vento che ferma il mio fiato e spegne il mio fumo. Non noto differenza sinceramente tra alcune persone che hanno fatto parte della mia vita e le magliette del mio armadio. Entrambe sono cose che non servono più alla mia vita, entrambe hanno preso troppa acqua, mi sono servite per raccogliere qualche lacrima, ed ora si sono ristrette che sia di taglia o di pensiero realmente poco importa. Magari, forse, devo ancora provare a riempire le tasche di naftalina a qualche conoscente, ma per il resto la somiglianza è davvero impressionante.

Non noto differenza tra quello che ho scritto stanotte, e quello che ho scriverò domani, sicuramente starò sempre a lamentarmi, a rimpiangere qualcosa e qualcuno, ad incazzarmi perchè quella maglietta che tanto amavo, ora non mi va più. Non noto differenza, fortunatamente, perchè ripeto sempre le stesse cose.

Una risposta a “Non noto differenza

  1. mi piacerebbe essere come la tua bandana di beverly hills

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