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MEGAFAUN!

Era il 2008 quando i ” MEGAFAUN ” esordivano con il loro primo album ” Bury   The Square “, e sinceramente parlando di strada ne hanno fatta davvero molta. Parlare di loro ci risulta una cosa molto facile, indubbiamente colti, capaci di attraversare il folk, il rock con la medesima facilità rendendo le loro ballate accattivanti. Secondo noi questo è proprio il periodo giusto per tendere l’attenzione o ancora meglio…L’orecchio a questo trio che partito dal North Carolina è stato capace nel tempo di affermarsi, di differenziarsi da tutto il resto. Merito, fortuna, ognuno la veda come meglio crede, ma per chi ancora non ha avuto l’occasione di dedicare a loro un pò di tempo, vi spieghiamo noi come fare!

Myspace: http://www.myspace.com/megafaun

WebSite: http://www.megafaun.com/

Blog: http://megafaun.tumblr.com/

 

Hot Chip ” Lavoro di remix “

E’ in uscita per il prossimo 22 dicembre un ep contenente die remix dell’ultimo loro sforzo in studio. Se avete tempo e voglia è già possibile scaricare sul loro sito http://www.hotchip.co.uk la loro prima traccia ” Made in the dark “, il 19 dicembre si potra scaricare gratuitamente la seconda traccia. Abbiamo notato come queste band si concentrino ogni tanto su ep di mezzo, di rottura, ne varrà davvero la pena, lavorare di remix ogni tanto?

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Massive Attack ” Nuovo ep 25 settembre “

E’ stata fissata la data d’uscita dell’ultimo lavoro dei Massive Attack, per il 25 settembre su etichetta EMI, il duo di Bristol torna finalmente sul mercato. A settembre potrete riascoltarli il 7 a Milano e l’8 a Conegliano. Questo ep è solo l’anticipazione del loro nuovo album che vedrà la luce nel 2010. Quindi andate a queste due date, e magari sarete fortunati ad ascoltare qualche loro anticipazione.

Per conoscerli: http://www.myspace.com/massiveattack

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RA RA RIOT ” Da universitari a musicisti “

Pochi gruppi riescono come loro, ad offrire una dimensione dei loro live tanto entusiasmante, pulita e coinvolgente. Nati nel 2006, quando erano solamente un gruppo di studenti della Syracuse University, e come tutti gli studenti, probabilmente fantasticavano sul ” dai mettiamo su una band “. Così hanno detto e così hanno fatto, lasciando i libri le penne e lo zaino, per imbracciare strumenti e passione. Ra Ra Riot, sembra una piccola favola, condità però da tanta genialità ed impegno. Dopo aver raggiunti una buono popolarità negli Stati Uniti, non ci hanno pensato due volte di imbarcarsi sul primo aereo per dirigersi nella nostra Europa, ed inanellare una serie di concerti. Prima gruppo spalla di band del calibro di ” Editors, Art Brut ” solo per citarne alcune, per poi passare ad essere loro gli headliner.

‘The Rhumb Line’ è il loro disco d’esordio, uscito lo scorso anno, nelle loro sonorità si legge senza troppa fatica l’elemento orchestrale, una vena malinconica, il tutto mixato con sapienza e diciamo noi ” assoluta credibilità “. Canzoni leggere e veloci, suonate con precisione, cura al dettaglio e tanta emotività. Un gruppo che ha subito una scomparsa prematura, del loro primo batterista Pike, ma che non si è lasciato spaventare dalla triste vicenda. Non possiamo catalogarli come una futura promessa, ma possiamo certamente augurarci che siano una piacevola conferma dei loro lavori.

Per saperne di più, per capire qualcosa di più per smetterla di ascoltare il solito inutile cantautorato italiano, basta cliccare qui: http://www.myspace.com/rarariot

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Placebo ” Battle for the sun “

Se prendiamo questo album in  mano, ci vengono in mente subito due cose. La prima che questa uscita e’  la conferma scontata della rottura con la Virgin. La seconda, è la mancanza del batterista storico Hewitt. La loro sesta opera, che sinceramente non si scosta di molto da ” Meds”, forse è l’ennesima prova, che questo gruppo, ha perso un pò di creatività e freschezza. Inanellare 6 album è già buona cosa, ma dai Placebo, ci si aspetta sempre qualcosa di realmente geniale e sorprendente. Le loro sonorità si smarriscono all’interno, traccia dopo traccia, facendo perdere e svanire il loro animo rock e aggressivo. Si sentono, violini, archi, ci ricordano qualcosa, ci vengono in mente i  soliti gruppi da passaggio radiofonico, non cose per i  Placebo, non almeno quelli che conosciano noi. Quasi arresi, a questo nuovo tipo di suono, non si riconoscono se non a brevissimi tratti.  Da “Kitty Litter ” fino a ” Come Undone”, c’è questo languro, impietosimento da telefilm americano che non vogliamo più ascoltare, non da loro. Passateci tutta questa cattiveria, ma i Placebo possono fare molto di più. Non più giovanissimi, e alla loro sesta fatica, sono forse al più grande bivio della loro vita.

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